Storia

Noi volontari di ABC Onlus Amici dei Bambini di Chernobyl operiamo dal 2002, ma già dal 1996, congiuntamente a vari comitati, diamo vita ad iniziative volte a beneficio di bambini bisognosi. I quasi 2000 bambini che noi abbiamo fino ad oggi accolto temporaneamente nelle nostre famiglie possono sembrare un grande numero, ma, in realtè, sono poca cosa di fronte alle decine di migliaia di piccoli loro fratelli che vivono negli ‘Internat’ ucraini. Inizialmente le accoglienze venivano definite come ‘soggiorni terapeutici o di risanamento’ e ciò per lenire le più immediate tragiche conseguenze della nube radioattiva di Chernobyl ma poi, accogliendo bambini orfani o di famiglie disgregate, ci si è resi conto che essi avevano anche altre esigenze di ordine psicologico, affettivo e sociale e noi ,famiglie italiane ‘a tempo’, siamo diventate un punto di riferimento, un affetto mai avuto, una speranza ed una luce in un futuro altrimenti oscuro e difficile.

I ragazzi che lasciano gli internat si trovano, una volta usciti dal sistema di assistenza pubblico, per raggiunti limiti di età, di fatto sulla strada. Quella ucraina è una società difficile, in veloce trasformazione, dove la forbice fra ricchi e poveri si apre sempre di più, dove la famiglia, come la democrazia, è ancora fragile e sempre in pericolo, dove la povertà diventa facilmente miseria, anche morale.
Noi davvero ci auguriamo che le nuove politiche sociali, messe in atto dal Governo ucraino portino, in pochi anni, allo spopolamento e alla chiusura degli internat. Saremo felici quando ogni minore potrà vivere la sua vita in una famiglia, sia essa naturale, adottiva o affidataria, ma fino a quel momento faremo ogni sforzo per dare cure, affetto e serenità ad ogni bambino solo. Così come faremo il possibile per seguire i nostri giovani amici che, usciti dagli internat, affrontano il difficile cammino dell’integrazione sociale.

Come famiglie e come associazione desideriamo aiutarli a costruirsi un futuro lontano dall’illegalità e dalla schiavitù dell’alcol e della droga sempre in agguato anche in Ucraina. Spesso noi volontari siamo accusati di dare maggiore spazio ai suggerimenti del cuore che a quelli della ragione, di essere troppo impegnati nel ‘fare’ a scapito del ‘pensare’. E, per entrare nello specifico, di ‘viziare’ i bambini, di farne degli illusi-consumisti, incapaci di vivere e responsabilmente affrontare le contraddizioni e le difficoltà della società ucraina. Non vogliamo considerare queste, come altre critiche, semplicemente infondate o malevole, vogliamo, piuttosto, farne un punto di partenza per riflessioni approfondite stimolanti l’evoluzione virtuosa delle nostre azioni e comportamenti educativi ed affettivi nei confronti dei nostri piccoli. Siamo consapevoli di svolgere un compito impegnativo che richiede una accresciuta preparazione oltre a doti personali di generosità, empatia e disponibilità. Ed è proprio sul fronte della ‘formazione’ che l’associazione vuole maggiormente attivarsi nel futuro. Responsabilmente e consapevolmente.